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Download Una pericolosa tentazione. Esca fatale book pdf audio Title: Una pericolosa tentazione. Esca fatale Rating: Likes: Types: ebook djvu pdf mp3 score : 8. Si desidera che la … La battaglia di Adua fu il momento culminante e decisivo della guerra di Abissinia tra le forze italiane e l'esercito abissino. Gli italiani subirono una pesante sconfitta che pose fine alle ambizioni coloniali sul corno d'Africa.

Gli sviluppi saranno un po' meno prevedibili del consueto, con l'episodio che si centra completamente sulla figura dell'alcolizzato lasciando Derrick sullo sfondo e Harry addirittura a pisolare in ufficio! Non male la costruzione comunque, che prevede una certa tensione nei rapporti tra il protagonista e il marito mandante del tentato omicidio e una suspence generale apprezzabile.

Finale convulso. Niente di particolarmente memorabile ma un buon esempio di episodio di fattura media, scritto e interpretato discretamente. Episodio a tratti un po' lento ma, tutto sommato, convincente nella trama e caratterizzazione dei personaggi. Derrick, che prende a cuore il caso e la vittima, ci delizia in un paio di occasioni: dapprima, in ufficio, cucendo con perizia un bottone saltato dalla giacca; a fine episodio si renderà invece protagonista di un galantíssimo baciamano all' anziana signora.

Harry non pervenuto. Poi a intrigare è il personaggio principale un alcolizzato prossimo all'ultimo stadio del vizio , al quale si dedica molto spazio pedinandolo con la macchina da presa.

L'episodio è particolare non ci sono morti, tra l'altro e gode di momenti dalla buona temperatura emozionale. Derrick, da un certo punto in poi ha gioco facile: una circostanza fortuita l'incontro casuale con l'alcolista reo di tentato omicidio gli fa avere l'intuizione giusta per sbrogliare la matassa.

Dopodiché tutto sarà un altalenarsi di mosse psicologiche affilate e decisive fino all'epilogo amaro, in perfetto stile razionalista della serie. Una giovane e bella, altrochè! Passa un po' di tempo e la ragazza, preoccupata, avvisa Derrick il quale, evidentemente con del bel tempo da perdere, fa partire delle ricerche. Nel frattempo si informa sulla situazione della famiglia della biondina: la madre se n'è andata da anni, il padre vive nella semi-indigenza ed era a Monaco sostanzialmente per cercar quattrini presso l' ex-moglie risposatasi con un benestante.

Le aveva anche telefonato, ma lei aveva risposto picche. Dopo un po' salta fuori il cadavere del poveruomo e le indagini si intensificano, con Derrick che si attacca alla ragazza e cerca di capire cosa nasconda l'ex moglie. Episodio stanco, recitato svogliatamente, senza picchi in grado di farci dimenticare della lentezza narrativa che lo avvolge fin dal primo minuto.

L'episodio non indegno è tra i meno riusciti dell'annata. I personaggi non esaltano ma non sono noiosi. Si preme forse un po' troppo l'acceleratore per raggiungere velocemente l'obbiettivo patetico il rapporto tra la biondissima e sua madre.

Le indagini vere e proprie cominciano solo dopo la scoperta del cadavere dell'uomo scomparso e l'ispettore organizza le mosse; velocemente otterrà informazioni decisive e l'intrigo sarà sciolto in un finale coerente ma figurativamente discutibile. Tuttavia è interessante per almeno due ragioni. Ovvero per l'atteggiamento di Derrick nel districarsi a favore della conoscenza della personalità della vittima e, soprattutto, per il personaggio del marito uno psicopatico cornuto, in fondo.

Harry brancola nel buio ma l'ispettore da un certo punto in poi sembra sulla giusta strada e infatti, nel finale, ha l'intuizione decisiva. Lo spettatore, invece, aveva capito tutto già da un bel po'. Balletto a base Beatles con orchestra: uno dei due principali ballerini viene ucciso dopo che aveva preso a pugni il suo rivale in amore.

La bella primadonna dello show era infatti ambita da entrambi i colleghi. Lei si dispera, il sopravvissuto si proclama innocente ma forse sa qualcosa come incredibile Harry suggerisce a Derrick.

La giovane vive con amici del padre che chiama zii il vecchio insegna storia egizia da cui il riferimento del titolo e il di loro figlio che si pone immediatamente tra i principali sospettati.

Meccanismo piuttosto classico soprattutto per quanto riguarda i "colpi di scena" finali, al solito forzatissimi per un episodio ben condotto e discretamente interpretato.

Numerosi i personaggi coinvolti e quasi tutti disegnati con buon realismo. Senza eccellere particolarmente in nulla un episodio che conferma la bontà della formula più tipica della serie. Harry più coadiuvante del previsto, Derrick che come spesso capita arresta chiunque senza avere in mano uno straccio di prova: basta che tu sia un sospetto importante e una notte in gattabuia lui te la fa passare! Una scuola di ballo prepara uno spettacolo su di una base musicale che fa scempio dei Beatles e, lesa maestà, persino di Beethoven.

Due ballerini si contendono una collega e uno dei due finisce con il cranio fracassato. Episodio godibile e ben strutturato, che si distingue per la ricchezza di comprimari, tutti caratterizzati piuttosto bene e interpretati ottimamente da validi attori, alcuni dei quali ospiti della serie anche in altre occasioni.

Derrick, piuttosto brusco nei confronti del principale sospettato, in un paio di occasioni viene ben imbeccato da un Harry attento e propositivo. Episodio per amanti di auto d'epoca, tra le quali si segnala una splendida Citroën DS. L'azione trascorre in maniera rapida e piacevole, mentre l'indagine di Derrick, Harry e Berger trasporta lo spettatore da una casa all'altra, passando per un sordido bar, mantenendolo fino alla fine nell'attesa di conoscere l'identità del colpevole.

Episodio intinto d'ambiguità, svolto mantenendo desto l'interesse del giallista a formulare ipotesi sull'identità dell'assassino. La ricostruzione ambientale e la tensione emotiva hanno i tratti del messaggio inviato con verosimiglianza e l'ordito enigmistico tanto casuale quanto fatale dà modo di sviluppare una trama non convenzionale, con l'accento posto sul conflitto tra un padre in odore di malavita e un figlio assetato di giustizia. Derrick si muove da osservatore disincantato; il finale, considerando l'insieme, ha la giusta misura.

Derrick nell'intimità di casa si mangia una mela, ma in strada una drogata urla. Stephan esce, la salva da due tizi che la voglion trascinare in auto e se la porta sul divano, dove la prende a sonori ceffoni per calmarla. Quando la lascia un attimo per chiamare qualcuno, lei fugge e va a impiccarsi in un bar. Indagini nel mondo dell'eroina, come già capitato, con Derrick e Harry alle prese con giovani ambigui, che non voglion parlare, o drogati marci come la migliore amica della vittima.

Ma sotto c'è di più, con il fratello della morta che arriva da fuori per spaccare il mondo e salvare il salvabile ovvero l'amica a pezzi. Episodio teso, privo di ogni sfumatura gialla o quasi e forte di discrete interpretazioni buona quella dello spacciatore, davvero infido.

Audio per non vedenti:

Finale un po' tirato via, come spesso accade, ma episodio accettabile con qualche simpatica punta di cattiveria anche da parte dello stesso Derrick, che col giovane spacciatore fatica a controllarsi.

Il finale frettoloso non cotto a puntino rovina un episodio che altrimenti sarebbe stato ottimo. Va detto che la versione italiana della prima messa in onda manca di alcuni frammenti; non indispensabili per la trama, ma molto utili per la resa drammatica. Si tratta di un dramma tragico, infatti, tinteggiato di giallo, con al centro l'eroina veicolo di morte al quale abbonarsi; il titolo restituisce una metafora azzeccata.

La regia vispa, non anonima, capace di tocchi espressivi e le interpretazioni rese con trasporto - spiccano la giovane e bella tossica e lo spacciatore-esteta dalla faccia di lupo -, sono valori che non passano inosservati. Derrick volitivo e risoluto, adeguatamente spietato; Harry, emotivamente coinvolto, collabora con piglio energico. In una fattoria, di notte, una donna si affaccia a un vetro che qualcuno ha appena rotto: parte un colpo di pistola che la sfiora.

La cosa bella è che lei dice di aver visto bene in faccia il killer: suo marito! Quello rincasa poco dopo bel bello e si vede accusato di tentato omicidio. Ma come? Come no, fa lei, era lui. L'intero episodio gira intorno al tremendo sospetto, all'ombra del dubbio Tutto si sviluppa nella direzione più ovvia e al contempo con una quantità tale di assurdità che non rende giustizia a una serie altrove ben più coerente.

Anche il finale ha dell'incredibile, quanto a ingenuità. Ci si annoia non poco Atmosfera più teatrale che cinematografica, con un numero ristretto di location e pochi attori co-protagonisti attorno ai quali si concentra immediatamente l'intera vicenda. Tra questi meritano una citazione Horst Buchholz - molto convincente nel ruolo del principale sospettato che si dichiara innocente - e Ellen Schwiers, che ha forse perduto la sua giovanile bellezza ma non certo fascino ed eleganza.

Molto divertente la cena bavarese di Derrick e Harry in una piccola locanda prossima alla fattoria. Entra, saluta il guardiano ma si sente un rumorino provenire da un'altra stanza. E' una fiammossidrica, lo capiscon tutti meno i due interessati.

I nostri hotel nelle vicinanze

Il guardiano, perplesso, sale alla stanza da dove sente provenire il rumore e lo fan secco. Yurowski è rimasto giù e un criminale in fuga gli passa davanti a viso scoperto: è la sua segretaria, che gli intima pur di non parlare o stendono lui e la sua famiglia. Yurowski è terrorizzato e a Derrick dice di non aver visto niente, ma lo si capisce chiaramente che tace per la paura, e difatti l'intero episodio verte sui tormenti di quest'uomo spaventato, che confessa ai figli di aver visto uno dei criminali ma di non poterlo dire o ammazzano tutti.

E i figli? Vergogna papà, vai alla polizia! Ma lui niente, tiene duro e magari fa le avance alla bella segretaria che tranquillamente continua a pascolargli in ufficio come se niente fosse.

Discreta l'interpretazione del protagonista, modesto il finale con inseguimento a pistole spianate ma che mira, Stephan!

Nulla di nuovo, insomma; eppure l'episodio merita la visione non soltanto per la qualità degli interpreti soprattutto lo scorbutico e sfortunato protagonista ma per il sottotesto che resta in superficie per poi svelarsi nella seconda parte: è l'infatuazione per la bella segretaria o lo scrupolo per l'incolumità dei propri familiari a prevalere nell'animo di Yurowski?

Concorre alla buona riuscita dell'episodio la presenza prima comprensiva poi più risoluta di Derrick. L'uomo è il solito imprenditore dal piglio deciso che sta sulle palle a tutti, moglie cornificata e figlio inetto compresi.

Non è un caso insomma se, uscito da casa dell'amante, si ritrova una pallottola nel cuore. In realtà sappiamo bene che per Derrick il caso si concluderà con la solita confessione libera-tutti, e questa volta a fronte di indagini scarsissime che non avrebbero cportato di per sè a un bel niente. Per fortuna della polizia il rampollo di famiglia è decisamente instabile e facilita il compito. L'episodio sembra durare molto poco perché accade giusto il minimo indispensabile, senza che si riesca a suscitare interesse e considerato soprattutto che l'unico personaggio che sembrava poter attrarre la nostra attenzione è disgraziatamente proprio la vittima.

Dialoghi gonfi di banalità e sceneggiatura scadente. Poco da ricordare insomma, e anche il finale, per chi ha un'infarinatura derrickiana di base, risulterà ampiamente prevedibile. Episodio quasi teatrale, sia per la scarsità di ambientazioni e di personaggi coinvolti nella trama che per l'enfasi data a dialoghi e silenzi. Il titolo fa riferiemento alla vittima, un facoltoso e borioso industriale attorno al quale ruotano la giovane amante, la moglie umiliata, il figlio inetto e una governante presbite.

Harry prova a prendere in mano le prime indagini bloccando senza motivo un ascensore al cui interno era transitata la vittima. Poi è Derrick che interviene, adocchia e persegue il sospetto numero uno, fino alla tanto sospirata confessione.

L’ispettore Derrick. Tutti i giorni su Tv2000

Episodio non indimenticabile e, oggettivamente, piuttosto prevedibile fin dalle prime battute. Come in molti altri casi in Derrick si fa perno qui sull'etica della vendetta: in che misura e in quali circostanze essa è o non è giustificabile? Il tutto è trattato con il solito tocco delicato e la solita lentezza della serie, che affida al non detto nel quale trova senza dubbio uno dei maggiori punti di forza la gran parte del proprio fascino. Per Derrick, che risolve la maggior parte dei suoi casi grazie alle confessioni degli assassini di turno, il logico contrappasso è trovarsi alle prese con un prete a cui il segreto confessionale proibisce di rivelare l'identità del colpevole.

Episodio godibile - con validi attori che interpretano i principali comprimari - nel quale un tenero amore tra liceali va in frantumi quando si scontra con una realtà fatta di cupidigia, eccessi, violenza psicologica e reale.

Oggettivamente è difficile non imputare una certa leggerezza a Derrick e soprattutto ad Harry nel lasciarsi sfuggire il colpevole mentre sono intenti l'uno a guardare un film porno in un cinema di bassa lega e l'altro, lasciato fuori, a fumarsi una sigaretta. Cosa avranno scritto sul rapporto di fine indagine? Vengo io a raccontarvelo perché altrimenti mi beccate subito come primo sospettato, se muore. Io lo odio mortalmente".

Derrick chiama l'uomo a casa e quello non risponde. Perché l'han già fatto fuori. E adesso? Adesso si scopron gli altarini: il giovane lo odiava perché aveva portato la madre a divorziare dal suo vero padre un trombettista sfigato per sposare lui, ma nel contempo si faceva pure la vicina di casa che aveva sedotto mentre ascoltavano "Wish You Were Here" dei Pink Floyd si sentono per un po' la title track e parti strumentali di "Shine On You Crazy Diamond", ma la copertina in mano all'uomo non è quella del disco, anche se ci somiglia.

Il marito della vicina sapeva, la moglie sapeva Harry partecipa molto, Berger s'insedia a sorpresa nello studio di Derrick ma subito lo disturba mentre è al telefono, all'inizio ci viene finalmente mostrato il distretto di polizia anche in esterni! Molte novità, ma poi a ben vedere è sempre la solita minestra, con indizi zero e inevitabile confessione liberatutti. Se non altro il personaggio del figlio è ben delineato e la storia procede discretamente.

Niente di memorabile comunque, se si esclude il povero trombettista a pezzi che stona in un bar e si dispera per non si sa ben cosa. La colonna sonora con brani jazz e un paio di capolavori dei Pink Floyd compensa un ritmo piuttosto blando, con l'azione che si svolge quasi interamente in una casa che il morto condivideva con la moglie, l'amante, il marito dell'amante e lo stesso Ingo. Famiglie tedesche come sempre presentate nel peggior modo possibile e confessione finale che, anche stavolta, permette a Derrick e Harry di risolvere il caso.

Nota al merito per la recitazione degli attori che interpretano Ingo e il marito dell'amante del morto. Un buon ritmo, ma soprattutto grande tensione che permane per tutta la durata. Dal titolo si comprende subito che l'episodio ha un unico protagonista, il grande Peter Kuiper, mattatore dall'inizio alla fine.

Se è innegabile un'impostazione un po' manichea la perfidia contro la bontà, la sicurezza più sfrontata contro l'esitazione assoluta l'episodio è comunque godibilissimo per lo spessore del protagonista magnificamente doppiato da Kalamera, storica voce di Clint Eastwood e i suoi scontri con l'ispettore. Non mancano alcune chicche: una misteriosa ragazza che accompagna in macchina Derrick alla centrale e una bistecca al sangue che Harry prepara per consolare l'inquieto capo.

Una notte Harry soccorre per strada una bella giovane che pare a pezzi. La riporta a casa vive in una pensioncina e assicuratosi che stia bene se ne va. Il giorno dopo racconta la cosa a Derrick e quello lo prende allegramente in giro: "Dai che ti piaceva Tutto cambia quando si scopre che la sera stessa la ragazza s'è suicidata in stanza. Si verrà in contatto con la classe di disegno che frequentava modelli nudi sempre in scena No, niente droga per fortuna, solo accenni a violenza sessuale, giochini erotici tra giovani Con un finale risibile e che prevede pure mascherature in tutti i sensi patetiche, ogni buon intento affoga nel solito ritmo catatonico che istiga alla pennichella.

Harry voleva fare del bene, comunque, non aiutare la ragazza solo perché era "simpatica" come dice Derrick e incidentalmente pure una gran gnocca Di alibi ce ne saranno più di uno, in questo piacevole episodio che inizia con il suicidio di una ragazza che, poche ore prima, Harry aveva incontrato fuori di sé lungo una scura strada.

Diversi sono i temi, tuttora attuali, che vengono affrontati: la violenza sessuale e le sue conseguenze sulla vittima; la responsabilità individuale e collettiva; il difficile confine tra giustizia e vendetta; le relazioni di forza e rispetto tra giovani uomini e donne.

Sullo sfondo, un istituto d'arte con le sue lezioni di disegno, un avvocato che rappresenta il peggio delle sua categoria - e finirà per pagarne le conseguenze - e una insegnante fin troppo umana. Derrick e Berger accompagnano una indagine che è, soprattutto, di Harry. Ovviamente di Genova non si vede nemmeno la lanterna in cartolina, come d'abitudine. Siamo sempre a Monaco invece, alle prese con la morte di un trafficante d'armi che per l'appunto imbarcava la sua merce a Genova destinazione Africa le solite rivolte.

L'uomo viene ritrovato accartocciato nel carrello della biancheria di un albergo dove Derrick condurrà le sue indagini. In più da fuori arrivano il fratello del morto con il proprio figlio, pronti a intascare la lucrosissima eredità nonostante la dubbia provenienza del denaro. Un intrigo mica da poco svolto con buona sintesi, con Derrick piuttosto nel pallone e incapace persino di dare a Harry, dopo esser sceso dall'auto, le istruzioni corrette per uscire da un parcheggio finirà con lo scrostare il paraurti del furgone davanti dopo un evitabilissimo impatto.

Scritto con coerenza e diretto discretamente, recitato degnamente, un episodio che non lascia molto il segno ma abbastanza appassionante anche se non da subito , con qualche richiamo all'episodio di Colombo "I cospiratori". Finale da onnipotenza derrickiana un po' risibile Un episodio del soggetto intrigante, certamente debitore di un grandissimo episodio di Colombo I cospiratori. Pur non raggiungendo quel livello mantiene una propria dignità. Peccato per un corpo centrale non sempre entuasiasmante, mentre il finale alza il livello complessivo mediante una riuscita gestione della tensione.

Azzeccate le musiche della band africana. L'ennesima preda ci casca, ma stavolta una prostituta dal cuore buono le racconta tutto e Derrick e Harry entrano in contatto coi familiari dell'una e dell'altra, ma sembrano sempre lontani dalla verità. Incontrano anche i due farabutti, ma non tutto è come sembra, in Derrick, e il colpo di scena questa volta è piuttosto ben architettato.

Principio e fine quindi funzionano, è quel che sta in mezzo ad apparire inconcludente e vacuo. Horst Frank, la super guest star della puntata, si vede poco, e a prendersi la scena è soprattutto l'insipido ex marito della prostituta. Sceneggiatura carente, a dispetto di soggetto con dei numeri. Nessuno dei personaggi interessanti solo sulla carta riesce a bucare in modo definitivo lo schermo e la vicenda funziona a singhiozzo. Peccato perché si poteva ambire al memorabile o almeno al notevole, considerata la caratura morbosa e perversa della carne messa a cuocere prostituzione, lenocinio, sentimenti traditi, una escort in vena di bontà, una brava ragazza traviata, un marito ossessionato dalla gelosia.

Il finale regala una piccola sorpresa. Galoppino viene mandato dal proprietario dell'azienda a consegnare personalmente un plico a Strasburgo. C'ha la moglie bona e il capo se la vuol fare. E infatti Ma il galoppino non è fesso: consegna il plico e invece di fermarsi a dormire a Strasburgo torna a Monaco, non trova la moglie a casa e va dritto alla villa del capo, dove ovviamente la trova spupazzata dal principale.

Si era portato la pistola da casa, la sta per usare ma cede e fugge. Quando è fuori si ode uno sparo, torna su e trova l'uomo riverso sul letto. Chi l'ha ucciso? Raccoglie la pistola, si volta Persino sua moglie, che potrebbe scagionarlo perché mentre s'è sentito sparare lui le stava vomitando quasi addosso, ritratta sedotta dai milioni promessigli da qualcuno: cornuto e mazziato insomma! Un classico whodunit in stile Derrick, forzato come sempre nel finale per poter in qualche modo spiazzare chi poco bazzica la serie.

Buona l'interpretazione del guardiano, padre del tipico vegetale derrickiano la figlia traumatizzata insomma , meno convincenti le altre, ma l'ispettore è in forma stecca come sempre Harry pronto a gettare precipitosamente la croce addosso al colpevole apparente e la sceneggiatura riesce a reggere discretamente.

I segreti di una vicenda fatale si manifestano in un'altrettanto fatale notte. Tutto comincia con una meschina storia di corna, ci scappa il morto uno sciupafemmine e il cornuto viene arrestato. I suoi serrati interrogatori, centrati sullo psichico, lo porteranno a ottenere la confessione dell'omicida confessione bramata, come sempre. L'episodio è scorrevole; il cornuto palesemente cotto della moglie appare come una via di mezzo tra l'ostinato a ottenere verità e il perdente incline al piagnisteo; la moglie fedifraga definita "una donnaccia" dallo stesso amante - ovvero lo sciupafemmine morto è conturbante e senza scrupoli; Harry strologa su un evidente abbaglio che ha preso; il resto dei personaggi tra cui una classica larva derrickiana è interessante e stimolante oltre che decisivo per sbrogliare la matassa e svelare quali sono i veri segreti di quella notte tragica.

Il finale, in fase di accelerazione, decreta i codici cari al nostro ispettore.

Questa volta è una pistolettata in meno rispetto a "quattro colpi dietro porta", ma il risultato è lo stesso: dietro la porta c'è l'uomo sbagliato e a cadere non è la vittima designata ma accertarsi prima di sparare a caso no? Chi ci sta per rimettere le penne ma anche lui si salva, quindi la omicidi che ci fa?

D'altra parte anche lei è un residuato di un'altra epoca e insieme starebbero bene; solo che i familiari di lei han capito con chi la poveretta sta per fidanzarsi per cui Un episodio che sarebbe anche gustoso, se non fosse per i soliti ritmi e musiche da soap-opera che lo rendono terribilmente lento. Gli interrogatori condotti nella prima parte, in una casa altoborghese, sono irresistibili - Derrick ed Harry, posati e cauti, ben centrati sul modo di condurre l'indagine, attingono informazioni importanti; poi si dirigeranno in ufficio e, con il classico metodo del controllo dei precedenti penali, sapranno dove posizionare la lente d'ingrandimento.

L'andamento della trama ha il suo - flemmatico - perché. I personaggi sono restituiti da bravi attori. La regia ha fluidità visiva e precisione tecnica: un linguaggio eloquente, attento nel far risaltare le temperature emotive dei caratteri presi singolarmente e nondimeno nelle loro interazioni. A girare intorno alla vicenda non poteva mancare poi il solito professore a capo della tipica classe di vendicativi amici della defunta. Anche perché non capiamo cosa possa centrare in tutto questo un ente benefico di aiuti per l'India e la love story del professore con una baldracca del night.

Al professore poi, apparentemente un solitario, c'è pur la domestica a complicargli la vita: ma dove va di notte, la vedo stanco, è cambiato Almeno fino all'epilogo, quando la spiegazione imprevista del titolo ci fa concludere con una domanda simbolica quanto criptica per chi non ha visto l'episodio: ma Derrick mo che fa? Arresta il cane? Per almeno la prima metà dell'episodio lo spettatore pensa di trovarsi davanti a una prevedibile trama, ambientata fra un night e la casa di un anziano professore in cerca di una seconda giovinezza.

Poi, a seguito di un improbabile "suicidio", la vicenda si complica e si fa interessante. Comincia bene un anziano professore si tuffa nella vita notturna, si intrattiene con una escort, beve champagne, sembra proprio divertirsi Tutto poi, con una sorta di strambata, prenderà altre e meno accattivanti direzioni La figura del professore, che Derrick scruta con curiosità, è strana e intrigante.

Il finale, per ragioni organizzative, fa decisamente sorridere. Del caso se ne occupa infatti un anziano e bolso collega che tutti in centrale vedrebbero già bene in pensione. Intanto Derrick compare ogni tanto per salutare i colleghi e vedere come se la cavano.

La prima parte dell'episodio i primi venti minuti? Peccato perché qualcosa funziona pure alcuni personaggi non sono scarabocchiati e anzi intrigano. Purtroppo l'insieme si impantana nella mediocrità. Puntata a sfondo filosofico, con lunghi dialoghi sull'idealismo e l'intelligenza delle macchine, in cui comunque non si perde meritoriamente di vista l'intreccio giallo.

Le indagini sono piuttosto approfondite, e nonostante la follia generale che serpeggia un po' ovunque rendendo poco credibile la vicenda, va detto che il cast in palla sa rendere bene l'atmosfera ricca di mistero che aleggia intirgando e conducendoci bene fin verso il finale. Eccellenti interpreti, Derrick in gran spolvero, anche Harry ha la sua parte.

Episodio bello e strano la stranezza è piacevolmente di casa nella serie ma qui tocca uno dei picchi più notevoli. Comincia con raffinate pennellate misteriose l'ispettore dovrà vedersela con un fantasma assassino? In margine si notano un potenziale flirt - il fatto non è approfondito ma ne ha i tratti grafici - tra Harry e una giovane dottoressa dal volto ambiguo personaggio che fornirà informazioni importanti e il decisivo apporto di Berger nel finale anche se, poverino, ridotto al ruolo di comparsa.

Le indagini non saranno facili… Markus. Un tema molto caro allo sceneggiatore di Derrick. Ne viene fuori una storia dal consueto piglio realistico, con la solita cura nei dialoghi e un criminale di fascinosa perfidia. Peccato che il giovane protagonista e il suo rapporto col padre vengano un po' dimenticati nella seconda parte dell'episodio.

In compenso risalta l'umanità di Derrick, tanto più apprezzabile quanto più priva di enfasi e parole inutili. Gradevole e malinconico il sottofondo musicale. L'infermiera di Manuel ha qualcosa da nascondere, e questo lo capiamo subito. Manuel invece è un bel giovinotto che vive da tempo sulla carrozzella perché il fratello più anziano l'ha schiacciato per errore mentre parcheggiava in garage e ce ne vuole Nel passato della vittima uno strano caso di spionaggio industriale, che immediatamente ci fa capire in che ambito ci stiamo muovendo.

E infatti tra pedinamenti, facce sospette, vicende dai contorni indefinibili, chiusura shock Derrick accoppa un uomo si consuma un episodio ben poco memorabile, terribilmente noioso l'infermiera fa parte dei tipici vegetali derrickiani, spiaccica quattro parole in tutto , con goffi sprazzi sentimentali e personaggi scarsamente interessanti.

Ritmi più lenti del solito e Berger più attivo di quanto ci si aspetti. Si è visto anche di peggio nella serie, ma di certo siamo di fronte a un episodio altamente trscurabile. Non era necessario evidenziarlo nel titolo: l'episodio orbita intorno all'ambigua infermiera Senza di lei - che è un incrocio tra una pianta decorativa e una gatta rintronata da imperscrutabili eventi - la vicenda spionistica intricata ma solo la prima parte è enigmatica e ha tensione si sfalderebbe o percorrerebbe binari ordinari se non banali.

La scintilla è lei e l'episodio, a suo modo, si accende - ma il fuoco prodotto è mediocre Derrick userà mortalmente la pistola nella scena conclusiva! I due classici giovani sfaccendati compiono la classica bravata, e si ritrovano nella classica storia più grande di loro.

La tradizione vuole che quando c'è di mezzo la droga, le puntate di Derrick non siano mai memorabili. Questa non è neppure delle peggiori perché, se non altro, garantisce una certa vivacità, mantenendo fede a quanto promesso dal titolo. Finale abbastanza scontato, ma meno sbrigativo di tanti altri.

Il titolo promette bene e l'episodio non delude le attese: al simpatico e sfortunato protagonista e al suo temerario amico ne succedono davvero delle belle si fa per dire, dato il tragico epilogo delle loro bravate. Derrick entra in scena a metà episodio e attende pazientemente che il protagonista si decida a vuotare il sacco e mettersi nelle sue mani.

Una regia dinamica, interpretazioni convincenti e uno svolgimento non prevedibile rendono la visione molto piacevole. Il giorno dopo legge sul giornale che in villa il padrone è morto in seguito a un tentato furto.

Io la pistola nemmeno me la porto dietro! Qui mi vogliono incastrare! E difetti tempo un quarto d'ora ed è già steso secco sul pavimento di casa sua, pugnalato al cuore. Derrick, interrotto mentre guarda un concerto di musica da camera con una delle sue fiamme questa è Ariane indaga in villa e fa la conoscenza dei soliti bizzarri personaggi pseudonobiliari: lo sciancato, l'immancabile socio d'affari della vittima, la belloccia che è moglie di uno, amante dell'altro e possibile concubina d'un terzo.

Ma il padrone chi l'ha ammazzato? Episodio mediocrissimo, per quanto non del tutto disdicevole in quanto segue la formula consolidata con un certo rigore. Derrick molla Ariane in piena cena un paio di volte e non contento le piazza pure in casa la figlia del ladruncolo morto che non sa dove andare. Grazie tante, Stephan! Curiose le scene al bar malfamato, dove Derrick scatena quasi una rissa e deve mostrare la forza Derrick indaga con zelo, tanto da piantare in asso in almeno un paio di occasioni una delle sue rarissime compagnie femminili, tale Ariane, alla quale appiopperà pure la figlia dello scassinatore, un buon diavolo nel frattempo ucciso anch'egli.

Il finale si rivela meno prevedibile di quanto immaginato. L'episodio conta con buoni comprimari, un numero ampio di personaggi piuttosto ben caratterizzati e qualche location suggestiva, come la casa in cui si svolge il primo delitto e il grande salone in cui Derrick e Ariane ascoltano un concerto da camera. Due colleghi di lavoro giocano insieme al lotto, o meglio a una sorta di enalotto tedesco ante litteram.

Dei due, il principiante usufruisce della proverbiale fortuna e piazza tutti e sei i numeri vincenti. Ingenuo, va a reclamare la vincita dal collega esperto che aveva giocato entrambe le schedine, il quale tutto ha meno che l'intenzione di dare o quantomeno dividere la vincita all'amico.

Variazione non troppo originale sul tema del denaro come potenza distruttrice delle più solide relazioni. Il mezzo voto in più nella valutazione complessiva rende merito al fatto che, per una volta - o quasi - le cose non vanno esattamente come Derrick e Harry avrebbero sperato.

Apparentemente tranquillo padre di famiglia chiama il figlio per dirgli di essere in pericolo di vita. Questi, rintronato come pochi, va a incontrare il padre ma glielo accoppano proprio mentre i due stanno per congiungersi. Arriva Derrick e scopre che la vittima, il signor Richter appunto, diceva alla famiglia di lavorare alle assicurazioni mentre invece se la spassava in gran segreto tra yacht e riccastri vari i quali credevano tutti che l'uomo non avesse famiglia.

La cosa è spiazzante anche per Derrick figurarsi per moglie e figlio , ma c'è da scavare e lo si fa con la consueta flemma. I primi venti minuti, con Richter braccato, sono molto tesi e avvincenti. Poi, dopo l'omicidio, tutto si sgonfia un po' ma resta la curiosità di capire che diavolo di doppia vita l'uomo conducesse.

Nel frattempo un po' tutti cascano ripetutamente dalle nuvole. Episodio curioso, che si apre con Harry e Derrick al pub: "Siamo qui solo per bere". Tempo due minuti e un brutto ceffo sfodera un coltello davanti a Harry che saprà reagire. Finale con nottataccia al distretto in attesa della telefonata del solito teste recalcitrante un classico. La storia si mantiene interessante ma perde un po' di brio nella seconda parte. Buona l'indagine condotta per ricostruire la doppia vita del povero assicuratore.

Il protagonista di puntata è ottimo, Derrick sornione e curioso, Harry abbastanza attivo. Un po' scialbo il personaggio del figlio. Bellissimo e atipico il finale spettacolare all'americana, una piacevole deroga alla sobrietà teutonica.

Due gay tirano avanti con uno di loro che abborda vecchie e le spolpa: l'ultima si è pure impiccata dopo aver capito di essere stata biecamente sfruttata.

Eppure le cose vanno bene: il furbacchione la porta persino in discoteca a ballare scatenata il rap con gli altri in pista agghiacciati, scena indimenticabile! Poi in collina mano nella mano, mentre la dolce "It was love" di Frank Duval fa da colonna sonora ossessionante all'intero episodio. In chiesa! Scapperà poi il solito morto fulminato da dietro la porta ma possibile che in questi casi non becchino mai l'uomo giusto?

L'episodio vale soprattutto per il gay dongiovanni, che vedremo prima fare il tenero convinto con l'anziana il livello trash qui è altissimo e poi struggersi e ridursi a straccio.

Peccato per l'ultima parte, che rallenta tragicamente. Episodio dai tratti comici involontariamente : la relazione tra il giovane studente abbondantemente fuori corso e l'anziana signora spacciata per cinquantacinquenne ha spunti antologizzabili tra i picchi trash della serie sia durante il corteggiamento sia quando la relazione viene stroncata.

Le indagini cominciano solo nella seconda parte, Derrick ha l'aria di chi sembra sia perennemente occupato a collegare l'omicidio con un elemento che conosce ma che gli sfugge. Quando poi, spontaneamente, ricorderà il dettaglio che gli serve il gioco è fatto e infatti va spedito a stanare il colpevole.

Con la frase conclusiva detta dalla canuta ma arzilla signora si tenta senza risultato di mettere una pezza concettuale. Ad ogni modo i derrickiani incalliti apprezzeranno l'insieme. Fa parte degli episodi costruiti in perfetto stile whodunit. Nel giardino di una splendida villa, il proprietario viene ucciso davanti agli occhi della sua giovane amante che ci aveva appena mostrato il seno.

Chi ha sparato da dietro il cespuglio? Ci viengono lentamente presentati gli indiziati: il fratello della ragazza un simpatico nanetto per cui l'ispettore prova forte tenerezza , l'ex fidanzato di lei di un rozzo terrificante , l'ex moglie della vittima bella e gelida. A Derrick, che per l'intero episodio si aggira sul set in un orrido piumino bianco, svelare l'arcano. Una buona attenzione ai caratteri degli indiziati garantisce qualità, mentre la regia abbozza qualche virtuosismo un dialogo con Derrick in cui vediamo l'interlocutore riflesso in uno specchietto retrovisore e segue in modo accettabile la vicenda.

Finale con tenerezze Ottimo episodio, sapientemente costruito in modo da tenere lo spettatore sulle spine fino al sorprendente finale. La storia funziona su entrambi i versanti: quello del classico giallo tutti i personaggi hanno un valido movente e quello umano, in cui spicca un Derrick molto comprensivo, quasi paterno.

Ottimamente caratterizzati i personaggi: la bella moglie del morto, la madre severa e moralista, la fragile ragazza e il devoto fratellino. Sarà il percorso della pistola a svelare il mistero. Molto buono. Moglie, figlio, amante della moglie e due collaboratori nella ditta in cui lavorava vengono chiamati per riconoscere il cadavere e tutti concordano: la salma ustionata è proprio quella del presunto suicida.

E infatti, per quanto misterioso, il caso è di rara semplicità e non ha previsto grandi sforzi nella costruzione da parte dello sceneggiatore. Si interrogano ripetutamente sempre le stesse persone, Derrick gioca a fare quello che ha la grande intuizione ma il tutto risulta un po' troppo forzato e poco credibile, mentre la soluzione arriva da un personaggio infilato nel tutto ancora una volta senza gran fantasia.

Flashback necessario, finale concitato. Divertente il passaggio di consegne alla mensa: davanti a qualche wurstel presumibilmente l'addetto alle persone scomparse fa capire a Derrick e Harry che ora che il cadavere è stato trovato la competenza passa a loro. Il soggetto è interessante e piuttosto originale, i personaggi ambigui e sfuggenti, alcuni di rara antipatia. Derrick li scruta con un misto di gentilezza e diffidenza fino a trovare il bandolo della matassa.

Harry è più presente del solito, ma poco utile alla soluzione del mistero. A parte qualche lentezza, un ottimo episodio che apre una delle migliori annate degli Ottanta. Che piano! Mentre l'orologio da muro scandisce il passare delle ore il distretto è in fermento, e l'intero episodio è costruito nel tentativo vano di creare la massima suspence. In realtà è risaputo che non è un punto di forza della serie, la suspence, e l'assenza dei classici dialoghi di Derrick con i sospetti avvilisce il tutto.

Finale concitato. Ma i veri guai cominceranno dopo e l'ispettore dovrà impegnarsi con ardore da poliziotto per evitare il peggio. Non ci sono morti, la vicenda è della tipologia "fanciulla in pericolo" causa rapimento. L'episodio non è buono, resta appena accettabile, il movimento d'azione sospesa è malriuscito; non c'è spazio per elucubrazioni psichiche e Interrogatori fantachimerici; le indagini sono condotte con metodi razionalisti e la collaborazione di Harry e soci è indispensabile.

Gli enigmi gialli lasciano qui totalmente campo libero alla struttura poliziesca, ma con risultati modesti. Per Derrick la difficoltà maggiore consisterà nel tenere a freno le squadre speciali, il cui comandante vorrebbe sbrogliare la situazione con un blitz degno di Monaco Piacevole episodio strettamente poliziesco, interpretato da un cast non particolarmente brillante ma sorretto da un buon ritmo e da una tensione accettabile.

L'ambientazione quasi bucolica è molto insolita, l'utilizzo della voce narrante in apertura lo è ancora di più. Il soggetto non è dei più originali, ma si possono apprezzare il consueto realismo degli ambienti e dei dialoghi e l'abilità strategica di Derrick, che prevale su chi vorrebbe adottare metodi più spicci. Un po' convenzionale la rappresentazione dei malviventi, con il leader dal piglio truce, ma la regia è dinamica e la tensione non manca.

Najock era uno che se la spassava un po' con tutte e lo han fatto fuori fuori mentre se ne usciva dall'appartamento di un amico assieme alla figlia del suo autista, con la quale aveva da poco Uno sparo nel buio e addio.

Derrick va a casa dell'amico proprietario dell'appartamento, dove subito incontra una famiglia composta da padre, figliastro, figliastra e nonna malata. L'episodio è intrigante, piuttosto ben architettato, complesso, persino morboso e con più di un colpo di scena. E' particolarmente teso il finale, con un Derrick risolutissimo ad andare per la sua strada nonostante manchino come al solito le prove e questa volta anche la confessione, che per lui è pur sempre l'arma definitiva.

Anzi, questa volta una confessione c'è, ma non pare essere quella utile, ed è chiaro che qualcuno sa molto di più di quel che dice. Nonostante una prima parte dalla regia un po' troppo zoppicante, col pasare dei minuti ci si incuriosisce fino all'incalzante ultima parte. Senza eccellere particolarmente, comunque un buon episodio. Episodio notevole, sceneggiato in modo impeccabile, come sempre interpretato ottimamente.

Derrick è in scena fin dall'inizio, e quando l'ispettore è onnipresente di solito tutto funziona alla perfezione. I rapporti torbidi tra i personaggi principali conferiscono alla storia un alone di mistero e di morbosità che tiene viva fino alla fine la curiosità dello spettatore. Peccato come sempre per la durata, che costringe ad un finale non troppo convincente.

Ci sono episodi più profondi, ma qui siamo vicini alla perfezione. Visione consigliatissima. Arriva Derrick sul posto e deve avvisare i familiari: una tragedia perché son singhiozzi pesanti da parte di tutti. Si va avanti dieci minuti buoni a magnificare la vittima tra lacrime e imprecazioni. Certo la famiglia della poveretta tanto normale non è: il padre sembra fuori di senno, lo zio rincitrullito da tempo lo tengono segregato in stanza e il cugino, sulla buona strada pure lui, si è sposato l'infermiera dello zio In questo quadretto sconfortante arrivano altri omicidi e di moventi accettabili non se ne vedono.

Ne arriverà uno inaccettabile infatti, tanto che Harry, quando Derrick gli dice di aver scoperto il colpevole, quasi gli ride in faccia e gli dà del matto. Derrick prova a spiegare ma Harry niente ma andiamo, Stephan E d'altra parte un movente tanto ridicolo finora non s'era ancora visto. Patetica pure la conclusione per una delle più scialbe indagini del caro ispettore. Piatto forte dell'episodio, cucinato con confusa misura di mistero e nascondigli, è una famiglia dove troveremo, tra gli altri, un anziano e inquietante malato di mente e il figlio con evidenti problemi psichici, probabilmente avviato alla follia.

Derrick si muove con molta cautela e spesso si consiglia con Harry. Ovviamente scruta e interroga, sonda le menti e i comportamenti: indaga, insomma, in perfetto suo stile sornione e attento. E infatti, seguendo una decisiva intuizione figurativamente poco o nulla convincente , scioglierà il nodo di quello che sembrava essere un doppio delitto senza movente. L'episodio è discutibile; il clima oppressivo ed enigmatico è fuori fuoco; certi personaggi di contorno e le musiche malinconiche contribuiscono a disegnare con cupezza l'insieme ma l'assurdo movente, che davvero delude in quanto ridicolmente pretestuoso, fa cadere le braccia; infine si archivierà il tutto tra i peggiori episodi dell'annata.

Modello di perfezione o modello di psicopatia, ovvero caso clinico. L'ispettore dovrà vedersela con questo strano intruglio dolciastro, nondimeno velenoso; e intanto il suo fido Harry sembra attonito. L'episodio ha segmenti curiosi, che il derrickiano incallito troverà irresistibili; è probabile che l'insieme resterà impresso. Sulla qualità: aprire un dibattito? No, non è il caso. Tuttavia non è pessimo, la visione suscita curiosità psicogialla si passi il neologismo.

Un ex attore caduto in disgrazia causa alcolismo viene a conoscenza del fatto che agli studios si sta facendo un film la cui parte principale, disgraziata, sembra cucita su misura per lui. Gira e rigira il movente pare essere uno e chiarissimo, nonostante alibi vari. Ma come sarà andata veramente? Il problema è che la sceneggiatura non riesce a svilupparsi come sembrava promettere, incagliandosi presto e finendo col concludersi malamente, tra troppe scene sul set e nessun vero progresso nelle indagini.

Figure femminili poche e antipatiche. Si comincia col solito ex detenuto in clinica psichiatrica, in questo caso rilasciato dopo appena cinque anni. Aveva tentato di uccidere la moglie e, appena fuori, ricomincia a telefonarle chiedendole un appuntamento chiarificatore.

Lei ovviamente si nega e chiama Derrick che non sa che pesci pigliare, visto che l'uomo non ha fatto finora nulla di male. Una situazione già vista molte volte nella serie, anche se qui il rilasciato, il dr.

Kroll, è una gran testa futuro premio Nobel, secondo alcuni. Derrick parla col medico che l'aveva in cura, che giura sul rinsavimento di Kroll, ma intanto quello continua a tampinare l'ex moglie già risposata con una nullità che nulla capisce della situazione. Insomma, alla fine ci scappa il morto e tutto prende un'altra piega.

Per quanto un po' troppo prevedibile, l'episodio è molto ben condotto e soprattutto l'attore che impersona Kroll sa essere convincente quanto serve per rendere intrigante la vicenda.

Buona anche la sceneggiatura, che ricalca come detto spunti già ampiamente analizzati nella serie ma sa farlo con intelligenza.

L'ispettore Derrick (Download)?

Il finale, per quanto telefonato e fastidiosamente, inutilmente rallentato, va a colpire una fenomenologia piuttosto nota della psicanalisi. Non a caso Harry fatica a seguire i ragionamenti di Derrick e resta in disparte dopo aver esordito rimandando al mittente l'invito dell'ispettore a muoversi e fare qualcosa con la donna minacciata.

Derrick - sornione e prudente - dovrà andare al punto districandosi tra malattia mentale e psichiatria ambigua, genialità da Nobel e ossessioni del passato, idee allucinatorie e desideri distorti, paura e delirio - in un'atmosfera minacciosa, che dopo l'omicidio si tinge di giallo.

E se il derrickiano incallito non nutrirà dubbi sull'identità dell'assassino poco importa; i valori plastici dell'episodio sono da ricercarsi altrove, ovvero nelle caratterizzazioni dei personaggi, che incensano l'aria di ansietà e risate tetre. Il protagonista dell'episodio è Harry, che per aiutare una ragazza si infila in un bel pasticcio La sceneggiatura funziona, soprattutto nella prima parte, mostrandoci un Harry molto umano e insolitamente "sentimentale" e sviluppando una vicenda misteriosa e intrigante.

Meno buona la seconda parte, e stranamente è Derrick qui ad essere meno convincente del solito: la situazione delicata del collega e amico non lo scompone più di tanto, sembra affrontare il caso con eccessiva leggerezza e un'ironia un po' stonata.

Complessivamente, un episodio gradevole ma poco incisivo; peccato, considerando le buone premesse. La vittima è una moglie, l'assassino è presumibilmente suo marito figura sicura di sé, sbruffona, con limatura di ferro nel cervello , il cui alibi è nelle mani dell'amante una stilista su di giri, con qualche pigna nel cervello; Berger ci proverà con lei Scena da antologia.

Derrick scava ma non trova, l'alibi non lo convince ma non riesce a smontarlo. Poi appare un reo confesso, e la vicenda prenderà una piega patetica; Derrick beve vino bianco con costui e la di lui moglie: nel giro di poco gli eventi precipitano e la soluzione del caso sarà evidente - tanto quanto correva su binari di prevedibilità.

Una gran bella ragazza vien trovata morta in strada, e dopo cinque minuti Derrick è già dal marito di lei a investigare. Ma questi si rivela essere il tipico stoccafisso derrickiano, succube di una moglie ninfomane la quale se ne usciva ogni sera con uno diverso lasciandolo a marcire tra le sue statuette azteche il titolo fa riferimento a quel popolo. Niente di strano, visto che il padre di lui è a sua volta totalmente succube di una moglie al contrario ultrabacchettona che decide per tutti.

La situazione di continui balbettamenti dà vita a dialoghi estenuanti che una colonna sonora micidiale rende altamente soporiferi in un mix ai confini del misticismo. Una puntata che scivola via nell'anonimato più totale. La sgradevolezza e l'ambiguità dei personaggi principali rendono non semplice l'individuazione del colpevole.

Un titolo affascinante per una vicenda piuttosto comune in Derrick: la morte di una bellissima ragazza, attorno alla quale ruota una famiglia - quella del marito di lei - capeggiata da una suocera fredda, bigotta e ben felice della morte della giovane, della quale non sopportava lo stile di vita libertino. Derrick concentra l'indagine sulla famiglia, mentre Harry va in cerca di amici della vittima.

Una di loro - un'altra bella bionda, che sembra saperla lunga - non perde occasione per trattarlo da scemo del villaggio, insinuando che non capisca nulla della situazione; tuttavia Harry conserva un cavalleresco aplomb e continua la sua indagine.

Ad ogni modo, per conoscere l'assassino bisogna arrivare al finale, non prima di aver preso atto dell'impressionante collezione di antichità pre-colombiane attorno a cui ruota la triste vita del vedovo. Assai efficace e suggestivo anche il motivo musicale. Ambiguo il personaggio dello psicologo: più interessato ai suoi esperimenti sulla natura patologicamente omicida degli esseri umani o al vile denaro? Ad Atene aveva conosciuto un biologo che le aveva chiesto di consegnare una misteriosa borsa a Monaco per conto suo.

Aperta la borsa, la hostess aveva scoperto esserci un milione e mezzo di eroina e l'aveva buttata nel gabinetto! Da qui il giustificato panico, con Harry e Derrick quasi più preoccupati di lei. Harry poi la vive proprio male, visto quanto è chiaro che la ragazza lo attrae parecchio.

Lei prende appuntamento col contatto di Monaco e Derrick le dice di riempire la borsa di farina, che poi seguiranno il narcotrafficante e lo beccheranno. Ma la narcotici si fa seminare e il panico aumenta ancor di più. Nessuna indagine per un episodio che punta sulla tensione e nel finale regala pure scazzottate, pistole spianate, lacrime e sangue sulle note della bella "San Francisco waitress" di Schoener cantata da Sting ripresa anche per una scena in un pub gay.

La sorella della hostess fa la smorfiosa con Harry e pure con Derrick, la narcotici cui l'ispettore chiede aiuto sembra una banda di straccioni e Berger fa il caffè come al solito. Colpo di scena finale, ma insomma non è che l'episodio sia dei migliori, per quanto non demeriti. Si ricordano gli occhi della protagonista e qualche personaggio buffo alla radio dove lavora la sorella, ad esempio La storia procede in modo serrato e il mistero si scioglie solo alla fine, quando Derrick capisce l'imbroglio architettato dalla furba protagonista e uno sconcertato Harry non vuole ammettere di essere stato raggirato.

Tensione, inseguimenti, arresti; perfino una scazzottata conclusiva con una ginocchiata buffa di Harry. Bell'episodio, finale drammatico e splendide musiche.

Che fa lui? Prende l'auto e ci va lo stesso! E che gli capita? Gli sparano. Esca fatale PPT Una pericolosa tentazione. Esca fatale ebook download download Una pericolosa tentazione. Una pericolosa tentazione. Esca fatale Rar. Su quanto segue, sulla pratica dell'esorcismo, io non ho nulla da dire se non presentare ai lettori queste cose orripilanti di molti secoli fa, quando la Chiesa risolveva il problema energetico bruciando le streghe indemoniate.

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Fu prodotto in Germania a partire dal dalla ZDF, secondo canale pubblico, sulla scia del successo ottenuto da Der Kommissar, la serie poliziesca tedesca trasmessa a partire dal come risposta all'invasione di fiction americane. Viene chiamato Derrick che comincia le indagini per la prima volta. Website URL:. Subscribe to this RSS feed. Esca fatale book pdf audio id:6rrl2oh Download Una pericolosa tentazione.